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Quando si pensa alla città di Napoli, indubbiamente il pensiero si accosta ai personaggi che nel corso dei secoli e della storia l’hanno resa famosa: basti pensare ai musicisti e ai cantanti come Pino Daniele o al grande Totò o al maestro Eduardo De Filippo. Alcune personalità, però, non sono note proprio a tutti: una di queste è indubbiamente Vincenzo GemitoScarpe Qfwatazap Ecosystem Puma Gratuita Spedizione Sportive Zeppa awTpnqP, lo scultore pazzo dell’Ottocento napoletano.

Chi era Vincenzo Gemito?

Nato a Napoli il 16 luglio 1852, Vincenzo Gemito ha avuto un’infanzia poco serena e molto travagliata: i suoi genitori, a causa di ristrettezze economiche, furono costretti ad abbandonarlo presso la Ruota degli Esposti sita nella chiesa dell’Annunziata. Alla fine dello stesso mese, una certa Giuseppina Baratta e il suo consorte Giuseppe Bes, ottennero l’affidamento di quello che sarebbe diventato lo scultore pazzo di Napoli.

Intanto, a soli nove anni, cominciò ad avvicinarsi al mondo della scultura: la sua indole irrequieta e vivace gli consentiva di fare amicizie nel cuore dei vicoli di Napoli e così conobbe un suo coetaneo, Antonio Mancini detto “Totonno” e insieme cominciarono ad assaporare l’arte. La formazione artistica di Vincenzo Gemito cominciò intorno agli anni ’60 dell’Ottocento, prima sotto la guida del maestro di bottega Emanuele Caggiano e poi, nel 1862 sotto la tutela di Stanislao Lista.

Nel 1864 fu ammesso al Regio Istituto di Belle Arti, ma il suo animo ribelle lo spingeva altrove: l’intento di Vincenzo Gemito era quello di raffigurare i vicoli del centro storico della città perché nulla è paragonabile alle sensazioni e alle vibrazioni che ci assalgono quando si percorrono quelle vie. Il suo esordio fu nell’anno 1868, quando lo scultore espose presso la società promotrice di belle arti di Napoli la sua opera “Il Giocatore di carte”: altro non era che la riproduzione del ragazzo napoletano che durante una partita di carte manifesta il suo stato affranto e afflitto.

Vincenzo Gemito – Il giocatore di carte

Un primo episodio di squilibrio mentale si aggira attorno alla metà degli anni ’80 del 1800: il re sabaudo Umberto I commissionò a Vincenzo Gemito l’esecuzione di una statua che raffigurasse Carlo V d’Angiò: lo scultore, preso dal panico di dover lavorare ad un’opera che si distaccava completamente dai suoi ideali, decise di fuggire a seguito di un grave esaurimento nervoso. Fu allora ricoverato in una casa di cura dove restò per ben diciotto anni sotto la stretta sorveglianza della seconda moglie e di sua figlia. Durante questo periodo, continuò a lavorare ad alcuni bozzetti alternando fasi fantasiose a fasi di ira e squilibrio con altrettante allucinazioni.

Nonostante fosse segregato in manicomio, la fama dello scultore pazzo di Napoli cresceva sempre di più: ottenne una medaglia d’argento a Buenos Aires nel 1886, numerosissimi riconoscimenti a Parigi e il diploma d’onore ad Anversa. Guarito finalmente dal suo squilibrio, cominciò l’ultima fase della sua vita ricca di successi: egli lavorava alla riproduzione di figure femminili, in particolar modo di zingare e popolane. Partecipò all’VIII Biennale di Venezia spinto dalla duchessa d’Aosta, viaggiò tra Roma, Parigi, Milano per poi fare ritorno sempre a Napoli, dove morì il 1° marzo 1929.

La produzione artistica di Vincenzo Gemito

La produzione scultorea di Gemito è tanto vasta quanto simile. Il suo intento è quello di fotografare la realtà della città in cui vive in tutte le sue mille sfaccettature: tutto ruota attorno alla veridicità, al realismo, all’ossessione di dimostrare quali siano le caratteristiche, i sentimenti e le vibrazioni che provengono dai vicoli di Napoli. In particolar modo, lo scultore prediligeva la figura dello scugnizzo napoletano, cioè i giovani caratterizzati da una forma fisica snella, un’energia palpitante che si mischia ad una profonda malinconia.

Infatti, oltre al Giocatore di carte, un’altra opera di Vincenzo Gemito è “Il Pescatoriello”Puma Scarpe Tt Calcioshop Evospeed Safety Yellow 17 4 Calcetto It ffrPaqwEnx: si tratta di una statua di bronzo raffigurante un giovane pescatore in bilico su uno scoglio che tenta di pescare i pesciolini che guizzano. Per il re Ferdinando II delle Due Sicilie, realizzò un’altra scultura in bronzo, “L’acquaiolo”: ancora una volta il protagonista è un ragazzo che vende l’acqua in una posizione oscillante.

Anche le donne e le popolane furono protagoniste dei lavori dello scultore: si ricordi il “Busto di fanciulla napoletana” che raffigura il prototipo di donna sensuale che ricorda le sculture ellenistiche. Ma di particolare bellezza è anche il ritratto “La zingara” che ritrae una popolana dai capelli spettinati e gli occhi profondi.

Vincenzo Gemito – “La zingara”

Gran parte della sua produzione artistica è conservata a Palazzo Zevallos Stigliano sito a via Toledo.

Si può parlare di omosessualità per lo scultore pazzo di Napoli?

“Nelle sue peregrinazioni osservative Gemito aveva spiato continuamente (…) le movenze e la passione di quei giovinetti seminudi, la cui levigata e intatta epidermide già pareva colorita da una patina metallica

Il poeta e scrittore napoletano Salvatore Di Giacomo aveva a lungo osservato e studiato le sculture dell’artista, tanto da sostenere che nei lavori di Vincenzo Gemito emerge uno sfacciato senso di omosessualità. L’idea nasce dall’osservazione delle sue opere che spesso ritraevano bambini e garzoni in pose sensuali e talvolta in completa nudità.

Il fatto che Gemito fosse uno scultore realista e verista, lo spingeva a realizzare lavori che fossero coerenti e sinceri con il suo modo di vedere le cose: prediligendo la plebaglia maschile di Napoli, egli si mostra in conflitto tra un’ispirazione omosessuale e un enorme successo altamente borghese.

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Indipendentemente dalla natura sessuale e dagli squilibri emotivi, Vincenzo Gemito è stato sicuramente uno dei personaggi artistici più caratteristici di Napoli: erotismo, sensualità, vibrazioni ed emozioni sono le parole chiave della sua scultura.

Arianna Spezzaferro

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Arianna Spezzaferro
Arianna Spezzaferro, nata a Napoli il 12/04/1993, è laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Amante della cultura umanistica, della filologia romanza e della lettura, aspira a diventare un'insegnante di Letteratura italiana, perché crede fermamente di poter trasmettere, in futuro, ai suoi alunni l'interesse vivo per tale disciplina. Attualmente scrive per Libero Pensiero News come coordinatrice della sezione Cultura e delle rubriche.